About

Il mio lavoro prende vita e si sviluppa attraverso delle relazioni. I miei progetti partono da esperienze personali per affrontare tematiche universali come l’infanzia, l’educazione, l’identità di genere, il linguaggio. Attraverso una modalità partecipativa, messa in atto da una serie di incontri/laboratori, lavoro a progetti collettivi che cercano di rompere la distanza tra opera e pubblico. Posso lavorare, a seconda del progetto da sviluppare, nella mia casa insieme ai miei figli, nelle scuole o nei campi estivi con bambini e bambine che incontro per la prima volta, nel mio studio, nello spazio pubblico della città, nella natura. C’è una componete di casualità intrinseca al lavoro che nasce dall’incontro con l’altro, che fa si che si contamini e si integri degli sguardi, dei pensieri, delle esperienze e del vissuto di chi ne prende parte. Il lavoro si compone in maniera orizzontale e senza gerarchie di ruoli. Sovvertire temporaneamente le dinamiche complesse delle relazioni umane riempie di significato il processo. Ragionare sul piccolo e sul quotidiano, su esperienze ed emozioni vicine, attraverso un fare, che non è solo mio ma che diventa condiviso, mi permette di operare in una maniera che si allontana dai meccanismi di potere del sistema e del mercato.

Bio

Sara Basta vive e lavora a Roma.
Si è laureata in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e specializzata in “Time and Space” Video, Fotografia e Site and Situation Art presso la Fine Art Academy di Helsinki. Nel suo lavoro utilizza differenti media tra cui fotografia, video, disegno e cucito con cui sviluppa progetti sia individuali che collettivi. Alcune delle tematiche affrontate nei suoi lavori sono: lo spazio, le relazioni, l’identità e l’educazione.

Nel 2017 con il progetto Abito lo Spazio vince il Bando “School in Tandem” a cura di Manifesta12 Palermo. Insieme a Sabatina Leccia vince il Bando Arts en Espace Public, a cura di Art – Exprime, Paris. Tra le principali mostre: Femminile/Maschile progetto vincitore del premio “Assemblaggi Provvisori” presso La Tenuta dello Sompiglio (LU); Abito lo spazio, progetto itinerante a cura di Simona Merra presso smART Polo per l’Arte e presso Spazio Y Roma (2016); BIM! Microfestival di cultura infantile Cesena(2015); Exodus, a cura di E. Termine e M Scaringella, presso Centro Cultural Recoletta di Buenos Aires (2014); Sorry, Kasarminkatu Galery, Helsinki (2012), La 54° Biennale di Venezia, Padiglione Accademie; “Rumores sobre una exposición” espai zer01, Girona, Spagna(2011); La XIII Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo; All day video & sound Art. Contemporary Art Museum St. Louis, U.S.A. (2008); Il Festival del Cinema di Roma, Attori Spettatori a cura di Bruno di Marino (2007). Nel 2015 ha partecipato alla Residenza Artistica Bocs a Cosernza, curata dai Martedì Critici. Nel 2012 con il progetto “Lingua Mamma” sviluppato insieme a Mariana Ferratto e ai bambini e alle bambine della scuola primaria Carlo Pisacane di Roma vince il premio “Arte, Patrimonio, Diritti Umani”, indetto da Connecting Cultures, e Fondazione ISMU. Il progetto è stato presentato all’interno di “Milano e Oltre” alla Triennale di Milano, presso il MAXXI B.A.S.E. di Roma e presso la galleria The Gallery Apart di Roma.